PAROLE

Piccolo Dizionario dal Siciliano all'Italiano

 

Ecco i termini dialettali siciliani divisi per iniziale:

A B C D E F G H I J L
M N O P Q R S T U V Z

 

N.B: L'asterisco * accanto ad alcuni termini significa che la traduzione Ŕ approssimativa dato che molti termini siciliani sono difficili da tradurre in italiano.

 

            A

  1. Abbaffarisi*: (Pron. AbbaffÓrisi) L'atto, specie dei conigli, di adagiarsi per riposare.

  2. Abbanniari: (Pron. AbbanniÓri) Urlare. Spesso usato per indicare il richiamo dei venditori ambulanti.

  3. Abbanniaturi: Venditore ambulante.

  4. Abbentu: Riposo, quiete. Anche tregua.

  5. Abbiari: (Pron. AbbiÓri) Lanciare. Anche fig.

  6. Abbirmatu: Detto di frutto infestato dai vermi.

  7. Abbruciari: (Pron. AbbrusciÓri) Bruciare, anche in senso figurato.

  8. Abbuccari: (Pron. AbbuccÓri) Versare da un recipiente, ma anche abbattere.

  9. Abbuddari: Andare sott'acqua.

  10. Abbuffari: Gonfiare. Anche di botte.

  11. Abbullari: Essere bocciato. Gergo giovanile.

  12. Abbummatu: Rintronato.

  13. Abbunnateddu: (Pron. AbbunnatŔddhru) Un po' abbondante. Da "Abbunnanti".

  14. Abbuonu: (Pron. Abbu˛nu) Basta che...

  15. Abbuscari 1*: Prendere botte di santa ragione. O anche detto per una squadra di calcio quando perde.

  16. Abbuscari 2: Guadagnare.

  17. Abbutari o Abbotari: (Pron. AbbutÓri) Accostare, riferito alla finestra.

  18. Abbuttari: (Pron. AbbuttÓri) Saziare. "M'abbutta" sta per "non ne posso pi¨", o "mi annoia". Gonfiare.

  19. Abbuturatu: Sazio fino all'estremo.

  20. Accabbari: (Pron. AccabbÓri) Finire.

  21. Accamora o Accomora*: (Pron. Accam˛ra) Adesso, per adesso.

  22. Accapputtari: Cappottare, specie con l'auto.

  23. Accarpatu: Detto di cosa attaccata al fondo della pentola.

  24. Accattari: Comprare.

  25. Accinucari: (Pron. AccinucÓri) Azzoppare, lesionare, detto anche per le cose.

  26. Acchianari: Salire.

  27. Acchianarisinni: (Pron. Acchianarisýnni) Inorgoglirsi, sentirsi importante, darsi delle arie.

  28. Accia: Sedano.

  29. Accrappari: (Pron. AccrappÓri) Abbrancare, afferrare.

  30. Accravaccari: (Pron. AccravaccÓri) Cavalcare, montare.

  31. Accucchiari*: (Pron. AccucchiÓri) Mettere assieme, accoppiare.

  32. Accupatu*: Detto di persona a cui manca l'aria oppure di cielo nuvoloso.

  33. Accuppunari: Coprire.

  34. Accussý: Cosý.

  35. Accuzzari o Accurzari: (Pron. AccutstsÓri) Accorciare.

  36. Aceddu: (Pron. Aceddhru) Uccello.

  37. Aciddazzu*: (Pron. AciddhrÓzzu) Uccellaccio, tipo allegro e spensierato.

  38. Acquazzina: (Pron. Acquatstsýna) Rugiada.

  39. Accura!*: Attenzione!

  40. Accussý: Cosý.

  41. AdÓ!: Dai!

  42. Addauru: (Pron. AddÓuru) Alloro.

  43. Addicari: (Pron. AddicÓri) Svenire.

  44. Addichinutu: (Pron. Addichin¨tu) Svenuto.

  45. Addiggiriri: (Pron. Addiggirýri) Digerire.

  46. Addimurari: (Pron. AddimurÓri) Ritardare nel rientro a casa.

  47. Addimuratu: (Pron. AddimurÓtu) Qualcosa che non Ŕ fresco. Ad es: "Pani addimuratu".

  48. Addina: (Pron. Addhrýna) Gallina. Nella Sicilia Orientale Ŕ "jaddina".

  49. Addinaru: (Pron. AddhrinÓru) Pollaio.

  50. Addinucchiuni*: (Pron. Addinucchi¨ni) In ginocchio.

  51. Additta: (Pron. Addhritta) In piedi.

  52. Addizzu: (Pron. Addhrýtstsu) Brutto andazzo.

  53. Addu: (Pron. Addhru) Gallo. Nella Sicilia Orientale "jaddu".

  54. Adduffu: (Pron. Addhruffu) Galletto. Detto anche di persona che si atteggia dandosi molte arie.

  55. Addumari: (Pron. AddumÓri) Accendere.

  56. Adduminara: (Pron. AdduminÓra) Piccolo fal˛.

  57. Addunarisi: (Pron. AddunÓrisi) Accorgersi.

  58. Adduvari o Addrivari: (Pron. AddhruvÓri) Allevare. Specie per i bambini.

  59. Aeri: (Pron. AŔri) Ieri.

  60. Affacciari: Affacciarsi, o anche spuntare, nel senso di apparire.

  61. Affruntarisi: (Pron. AffruntÓrisi) Vergognarsi.

  62. Affucari: Soffocare o anche strangolare.

  63. Affucaparrini: (Pron. Affucaparrýni) Strozzapreti, biscotti aromatizzati alla scorza di limone.

  64. Affunciari: Bere da una bottiglia poggiando la bocca al buco.

  65. Affunciatu: Imbronciato.

  66. Aggarrari: Afferrare.

  67. Aggarrarisi: (Pron. AggarrÓrisi) Accapigliarsi.

  68. Agghia: Aglio.

  69. Agghicari: Piegare. Oppure arrivare.

  70. Agghiommaru: (Pron. Agghi˛mmaru) Groviglio. Gomitolo.

  71. Agghiornari o Agghiurnari: Fare giorno, albeggiare. Anche "Agghiurnari".

  72. Agghiummuniari: Avvolgere.

  73. Aggia: Gabbia.

  74. Aggiarniari: (Pron. Aggiarniari) Ingiallire, impallidire.

  75. Aggiti: Bietole.

  76. Aggranchiari*: "Aggranchiari pu friddu" significa sentire molto freddo, morire di freddo. Forse perchŔ quando si ha freddo ci si restringe come se fossimo dei granchi.

  77. Aggrassatu: Modo di cucinare i piatti tipo arrosto.

  78. Agguantari*: Prendere. Acchiappare qualcuno specie dopo averlo inseguito, acciuffare.

  79. Agnai*: Tipica esclamazione di esultanza.

  80. Agnuni*: Angolo angusto.

  81. Aisari: Alzare.

  82. Aliotu: Carcerato, come "vicariotu".

  83. Aliva: Oliva.

  84. Allammiccarisi: (Pron. AllammicÓrisi) Spremersi le meningi.

  85. Allampatu: Come alluccutu. Pi¨ precisamente, restare "allampatu" significa restare a bocca aperta.

  86. Allappari: Legare i denti.

  87. Allavancarisi: (Pron. AllavancÓrisi) Precipitarsi dall'alto di un precipizio. O anche, cadere rovinosamente. Vocabolo usato nel nisseno.

  88. Allestiri: (Pron. AllŔstiri) Sbrigare qualcosa.

  89. Allestiti!: (Pron. AllŔstiti) Sbrigati!

  90. Allibbittarisi: (Pron. AllibbittÓrisi) Liberarsi di qualcosa.

  91. Alliccarisi: (Pron. AlliccÓrisi) Agghindarsi.

  92. Alliccasapuni: (Pron. Alliccasap¨ni) Coltello molto lungo e fine.

  93. Alliccasuvari: (Pron. Alliccas¨vari) Persona inutile. Letteralmente "lecca-sughero".

  94. Allicchittarisi: (Pron. AllicchittÓrisi) Agghindarsi.

  95. Allisciari: Levigare. Ma anche lisciare, accarezzare.

  96. Allitratu: (Pron. AllithrÓtu) Persona ubriaca (anche in senso metaforico).

  97. Allittratu*: (Pron. AllitthrÓtu) Detto di persona che studiato molto.

  98. Alluccunutu: Come "addichinutu", cioŔ svenuto.

  99. Alluccutu: Sbalordito. Infatti "arristari alluccuto" significa restare sbalordito.

  100. Allu Ŕ!: Eccolo!

  101. Allupatu: Intriso d'acqua.

  102. Alluppiarisi: (Pron. AlluppiÓrisi) Addormentarsi.

  103. Allurdari o Allordari: Sporcare.

  104. Ammargiari: Allagare, innaffiare in modo troppo abbondante.

  105. Ammaru: (Pron. └mmaru) Gambero.

  106. Ammartucatu: Schiacciato, pestato, rovinato per essere stato ridotto in uno spazio troppo angusto.

  107. Ammatula: (Pron. AmmÓtula) Inutilmente.

  108. Ammazzamareddu*: Parapiglia.

  109. Ammiccari*: Dare botte.

  110. Amminchiari: Ostinarsi stupidamente.

  111. Amminsigliari: Coccolare.

  112. Ammintari: Inventare.

  113. Ammintuari: Menzionare.

  114. Ammitari: (Pron. AmmitÓri) Invitare.

  115. Ammiscari: Mescolare.

  116. Ammizzica: (Pron. Ammýzzica) Eppure.

  117. Ammuccari: Mettere in bocca.

  118. Ammucciareddu: Nascondino.

  119. Ammucciari: Nascondere.

  120. Ammucciuni: Di nascosto.

  121. Ammugghiari o Ammogghiari: Intingere, specie il pane, in un sughetto: l'ammogghiu.

  122. Ammurrari*: Detto di qualcuno o qualcosa che cammina con difficoltÓ.

  123. Ammusciuliri: Diventare moscio. ╚ il contrario di attisari.

  124. Ammuttari: Spingere.

  125. Ammuttuni: Grossa spinta.

  126. Ammuzzu*: A caso. "Ittari ammuzzu" significa buttare a caso.

  127. Ampudda: (Pron. Amp¨ddhra) Bolla, brufolo.

  128. Amuný: Tipica esortazione. Letteralmente "andiamo".

  129. Ana: Voglia. In alcune zone anche "Valýa".

  130. Angata*: Sberla, schiaffo.

  131. Angatiari: Prendere a schiaffi.

  132. Annacari: Cullare.

  133. Annacarisi*: (Pron. AnnacÓrisi) Darsi arie.

  134. Annacati: (Pron. AnnÓcati) Sbrigati (in senso ironico).

  135. Annervarisi: (Pron. AnnervÓrisi) Arrabbiarsi.

  136. Anniari: Affogare, annegare.

  137. Annittari: Pulire.

  138. Annorvari o Annurvari: Diventare cieco.

  139. Anticchia: Un poco. Anche "Annicchia" o "Tanticchia".

  140. Antificu: (Pron. Antýficu) Identico.

  141. Antura: (Pron. Ant¨ra) Poco fa.

  142. Aparu: Sterile.

  143. Apparari: Preparare. O anche spiegare, nel senso, ad esempio, di spiegare le ali.

  144. Apparecchiu: Aereo.

  145. Appattari: Risultare, detto per un conto.

  146. AppattÓrisi: Venire a patti, mettersi d'accordo. Anche per azioni illecite.

  147. Appinnicarisi: (Pron. AppinnicÓrisi) Appendersi a qualcosa. Anche addormentarsi.

  148. Appinninu: A capo fitto.

  149. Appinnuluni: (Pron. Appinnul¨ni) Penzolante, pendente.

  150. Appiricuneddu: (Pron. AppiricunŔddhru) Saltare con gambe larghe su un'altra persona messa a 4 zampe (gioco).

  151. Appiricuni: Camminare a 4 zampe-tipico dei bimbi che ancora non camminano.

  152. Appitanzari*: (Pron. AppitanzÓri) L'atto del mangiare comodamente a tavola.

  153. Appizzari (1): Attaccare.

  154. Appizzari (2): Rimetterci qualcosa.

  155. Appizzicuneddu: (Pron. AppizzicunŔddhru) Termine spesso unito con "Vasuni", cioŔ bacione, indica un tipo di bacio unito ad un pizzicotto sulla guancia.

  156. Araciu: (Pron. ArÓsciu) Lentamente.

  157. Arbaria: (Pron. Arbarýa) Detto per il mare quando Ŕ calmissimo.

  158. Aremi: (Pron. ArŔmi) Denari, specie nelle carte da gioco.

  159. Aricchia: Orecchio. In alcune zone anche "Vuricci".

  160. Ariddu: (Pron. Ariddhru) Grillo.

  161. Arma: Anima.

  162. Armalu: Animale. Armaleddu sta per povero animale.

  163. Armuariu: Armadio, dal francese.

  164. Aroe: (Pron. Ar˛e) Specie di uccello, gru.

  165. Arraggiatu: Arrabbiato, furioso.

  166. Arraggiunari: Parlare, discutere con calma di qualcosa.

  167. Arrancari: Camminare lentamente con passo stanco. Movimento tipico dei portatori dei gruppi dei Misteri nell'omonima processione di Trapani.

  168. Arrapacchiatu*: Sgualcito.

  169. Arrassarisi: (Pron. ArrassÓrisi) Allontanarsi. "ArrÓssati!" sta per: "Vai via!"

  170. ArrŔ*: Di nuovo, nuovamente.

  171. Arrianu: (Pron. Arrýanu) Origano.

  172. Arricamparisi: (Pron. ArricampÓrisi) Tornare al luogo di partenza.

  173. Arricediri: (Pron. ArricŔdiri) Perquisire, frugare, rovistare.

  174. Arricialari*: (Pron. ArriscialÓri) Tirare un sospiro di sollievo.

  175. Arriciuppari: (Pron. ArrisciuppÓri) Raccogliere gli ultimi grappoli d'uva.

  176. Arricogghiri: (Pron. Arric˛gghiri) Raccogliere. O anche ritornare a casa.

  177. Arricriarisi: (Pron. ArricriÓrisi) Rigenerarsi. Ma anche provare grande piacere o soddisfazione.

  178. Arridducisi: (Pron. Arridd¨cisi) Ridursi.

  179. Arrifriddari: Raffreddare. (Pronuncia della doppia d come in italiano).

  180. Arrimazzari: Sbattere con violenza.

  181. Arrimuddari: (Pron. ArrimuddhrÓri) Rammollire.

  182. Arrinesciri: (Pron. ArrinŔsciri) Riuscire.

  183. Arripizzari: Rattoppare.

  184. Arrisantari: Sussultare.

  185. Arrittatu: Eccitato sessualmente.

  186. Arrivisciri: (Pron. Arrivýsciri) Risuscitare, rivivere.

  187. Arruffianarisi: (Pron. ArruffianÓrisi) Ingraziarsi qualcuno.

  188. Arruccari o Arroccari: Buttare il pallone al di lÓ del muro. Anche: termine usato per indicare quando l'amo si incaglia negli scogli.

  189. Arrunzari*: Fare una cosa a casaccio o con poca attenzione.

  190. Arrusciari: Bagnare qualcosa o qualcuno.

  191. Arrussicari: Arrossire.

  192. Arruzzuliari: (Pron. ArruzzuliÓri) Cadere rotolando.

  193. Arsu: Asso nelle carte.

  194. Arzenti: Ardente, spesso col significato di molto piccante.

  195. Arziari: Dare una sensazione di bruciore.

  196. Asca: Residuo della piallatura.

  197. Asciari: Trovare.

  198. Asciddicari: (Pron. AsciddhricÓri) Scivolare. Anche "Sciddicari".

  199. Ascippari*: Togliere qualcosa con forza.

  200. Asciruccatu: Detto di persona un p˛ stordita.

  201. Ascutari: Ascoltare.

  202. Asinu letu: Detto per persona che ride inutilmente.

  203. Assabbinirica*: (Pron. Assabbinirýca) Tipico saluto di rispetto.

  204. Assammaratu: Inzuppato fino all'osso. Anche "AssapanÓtu".

  205. Assicutafimmini*: (Pron. Assicutafýmmini) Petardo, detto cosý perchŔ lanciato fra le gambe di una donna la fa scappare.

  206. Assicutari*: (Pron. Assicutari) Inseguire minacciosamente per cacciare via qualcuno. Per gli animali, detto per il maschio che insegue la femmina, es: il gallo con la gallina.

  207. Assirbatu: Diligente, assennato.

  208. Assiruni: Zerbino.

  209. Assittarisi: (Pron. AssittÓrisi) Sedersi.

  210. Assuppiari: Prosciugare un liquido. Usato spesso per indicare l'atto del pulire qualcosa dall'acqua.

  211. Astracu: (Pron. ┴sthracu) Terrazzo. "A tettu r'astracu" sta per "all'ultimo piano".

  212. Astutari: Spegnere. Anche nel senso figurato di zittire qualcuno durante una discussione confutando la sua tesi con argomenti validi.

  213. Attaccari: Legare. O anche cominciare.

  214. Attalora: Foro praticato nelle porte per fare entrare i gatti.

  215. Attangari: Chiudere ermeticamente. Usato spesso per porte e finestre.

  216. Attassari: (Pron. AttassÓri) Portare sfortuna. Anche "morire di freddo".

  217. Attassaturi: Chi porta sfortuna.

  218. Attia!: (Pron. Attýa) Lett. "a te!", richiamo che si usa verso persone inferiori o pi¨ piccole. "Ehi tu!".

  219. Attimpari: Piantare in asso.

  220. Attisari*: Diventare teso. Detto anche per un uomo che si ristabilisce da una malattia.

  221. Attruvari: (Pron. AttrhuvÓri) Trovare.

  222. Attu: Gatto; nella Sicilia orientale Ŕ "jattu".

  223. Attuciatu: Cosa fatta male o in fretta. Da "Attuciu".

  224. Attuciu: (Pron. Att¨ciu) Gattino. Anche "Att¨fu".

  225. Attuppari: Otturare.

  226. Attuppateddi: (Pron. AttuppatŔddhri) Tipo di pasta corta.

  227. Attuppateddu: (Pron. AttuppatŔddhru) Tipo di chiocciola.

  228. Atturrari*: Arrostire, tostare, torrefare qualcosa. Oppure, tormentare qualcuno con lamenti.

  229. Aunciari: Gonfiare. Anche "Unciari".

  230. Autu: (Pron. ┴utu) Alto. Anche "Óvutu".

  231. Avanteri: (Pron. AvantŔri) L'altro ieri.

  232. Avvirsatu o Abbirsatu: Che fa le cose in modo giusto.

  233. Azzaloru: (Pron. Atstsal˛ru) Frutto piccolo, rosso e acidulo.

  234. Azzannamirudda*: (Pron. Atstsannamir¨ddhra) Essere un "azzannamirudda" significa dare fastidio con rumori o lamenti.

  235. Azzaru: Acciaio.

  236. Azzizzari: Aggiustare. Specie per persona, come per i capelli.

    B
     

  237. Babbaluciu: (Pron. Babbal¨sciu) Lumaca.

  238. Babbasuni*: Stupido, ingenuo. Forse da "Babbu". Anche "Babbasunazzu".

  239. Babbiari: Scherzare, prendere in giro.

  240. Babbu: Babbeo, scemo.

  241. Baccaredda: Boccale.

  242. Bacula 'nzicula: (Pron. BÓcula nzýcula) Dondolo, sorta di altalena a bilancia.

  243. Baddottula o Paddottula: (Pron. Baddhr˛ttula) Faina.

  244. Bagghiolu: Mastello.

  245. Bagghiu: Tipico rudere siciliano. Baglio. Agglomerato di piccole case isolate in mezzo ai terreni.

  246. Bagnera o Vagnera: (Pron. BagnŔra) Grossa bacinella.

  247. Balata: (Pron. BalÓta) Grossa pietra o lastra di marmo.

  248. Balataru: (Pron. BalatÓru) Palato.

  249. Balluina: (Pron. Balluýna) Ragazza "allegra".

  250. Banna: Lato, parte. "Atra banna" significa altra parte, altro lato.

  251. Barbacanu: Grosso piedistallo.

  252. Barbatella: Uva selvatica.

  253. Bardascia: Offesa leggera. Rozzo, poco fine, dagli atteggiamenti inopportuni.

  254. Barracanu: Pesante soprabito.

  255. Basula: (Pron. BÓsula) Grosso mattone o pietra, specie quelle che si mettono ai bordi del marciapiede.

  256. Beccaficu: Ricetta siciliana per cucinare le sarde.

  257. Becu: In uso nell'isola di Stromboli. Sta ad indicare il sacchetto, cartoccio di carta, dove ad esempio il negoziante mette il pane, la frutta che vende.

  258. Bedda Matri: (Pron. Beddhra Mathri) La Madonna. Letteralmente "Bella Madre".

  259. Beddu: (Pron. Beddhru) Bello.

  260. Biddicu: (Pron. Biddhrýcu) Ombelico.

  261. Biddizza: (Pron. Biddhrýzza) Bellezza.

  262. Bifaru: (Pron. Býfaru) Particolare tipo di fichi.

  263. Biliciaru: Ragazzo poco per bene.

  264. Bilicu: (Pron. Býlicu) Particolare tipo di bilancia.

  265. Billeca*: (Pron. BillŔca) Chiasso, macello. "Fari billeca".

  266. Birrina: Verruca.

  267. Bisitu: (Pron. Býsitu) Lutto. "8 jorna di býsitu" significa avere 8 giorni di lutto.

  268. Blusa: Maglia abbastanza pesante, maglioncino. Forse di derivazione francese ("Blouse").

  269. Boffa: Schiaffo.

  270. Boiacani: Accalappiacani.

  271. Bonanima o Bonarma: (Pron. BonÓnima) Appellativo per un defunto. Spesso nella forma vezzeggiativa "Bonarmuzza".

  272. Bonu: Buono. Ma anche "basta cosý".

  273. Bozzu: Bernoccolo.

  274. Brilloccu: Gioiello.

  275. Buatta: Scatola, lattina.

  276. Buccetta: Forchetta. Anche "Bruccetta".

  277. Buffa: Rospo.

  278. Bummalu: (Pron. B¨mmalu) Recipiente in terracotta per l'acqua.

  279. Bunaca: (Pron. BunÓca) Tipo di giacchetta.

  280. Bunazza: Calma, nel campo meteorologico.

  281. Burnia o Bunnia: (Pron. Bunnýa) Barattolo per alimenti.

  282. Burrania: (Pron. BurrÓnia) Tipo di verdura acidula.

  283. Busigghi: Interiora del tonno.

  284. Busunagghia: Buzzonaglia di tonno.

  285. Buttiari: Verbo per un dolore che segue il ritmo dei battiti cardiaci.

  286. Buttigghia: Bottiglia.

  287. Buttuniari: Scherzare, prendersi gioco di qualcuno.

    C
     

  288. Ca: Che. In alcune zone anche "chi".

  289. Ca o Cca: Qua, in questo luogo.

  290. Cacaniru: L'ultimo dei figli. Il pi¨ piccolo (fa la cacca nel nido). Usato anche per indicare un bimbo piccolo in generale.

  291. Caccavetta: Arachide.

  292. Caccialani: Boccoli dei capelli.

  293. Caddiari: Lavorare coi pugni la farina impastata.

  294. Caddu: (Pron. Caddhru) Catino, secchio.

  295. Cafisu: (Pron. Cafýsu) UnitÓ di misura per l'olio.

  296. Cafuddari: (Pron. CafuddhrÓri) Picchiare, alzare le mani. O anche spingere dentro con forza.

  297. Calari: Abbassare (riflessivo "CalÓrisi"). O anche mettere la pasta nella pentola.

  298. Calascinni: Saliscendi.

  299. Caliari o Calliari: (Pron. CaliÓri) Riscaldare, bollire. Anche col significato di marinare la scuola.

  300. Camiari*: Portare il forno a legna a temperatura.

  301. Cammisa: Camicia.

  302. Campari: Vivere.

  303. Camuliari: Insistere in modo molesto.

  304. Camurria*: (Pron. Camurrýa) Seccatura, fastidio reiterato. "Essiri 'na ranni scocca di camurrýa" vuol dire essere una grande seccatura.

  305. Canali: Tegola.

  306. Canariu: (Pron. CanÓriu) Canarino.

  307. Canazza*: "Aviri a canazza", non avere voglia di far niente.

  308. Canfugghiu: Foruncolo.

  309. Canigghia: Crusca.

  310. Canigghiola: Forfora.

  311. Cannalata: Grondaia.

  312. Cannalivari o Carnalivari: (Pron. CannalivÓri) Carnevale.

  313. Cannarozzi: Gola ("Ti pigghiu p'i cannarozzi" - Ti prendo per la gola).

  314. Cannata: Recipiente metallico simile ad una grossa tazza.

  315. Cannatinu: Boccale.

  316. Cannavazzu: Straccio per pulire per terra.

  317. Canniari: Volare furibondo e fastidioso degli insetti (in particolare mosche e api) quando sono attratti da qualche sostanza. 

  318. Cannuni: Torrione.

  319. Cantaranu: Com˛.

  320. Cantarisilla: Lett. "cantarsela", confessare tutto.

  321. Cantaru: (Pron. CÓntaru) Vaso da notte. Detto anche di persona stupida.

  322. Cantaru: (Pron. CantÓru) Quintale.

  323. Cantiddu: (Pron. Cantiddhru) Crosta di pane.

  324. Capiddi d'ancilu: (Pron. Capýddhri d'Óncilu) Capelli d'angelo, dolce a base di crepes sottilissime di solo uovo, tagliate a striscioline, mescolate a miele e zucchero fusi insieme, cosparse di mandorle abbrustolite e tritate.

  325. Capitari*: Riuscire a cogliere la migliore opportunitÓ.

  326. Capizzu: Capezzale.

  327. Capizzuni: Occhiali.

  328. Cappularu: Larga mantella in panno con cappuccio.

  329. Capuzzuni: Tuffo.

  330. Carcarazza: Gazza.

  331. Carcocciulu: (Pron. Carc˛cciulu) Carciofo. Versione palermitana: "Cacuocciulu".

  332. Carina: Schiena.

  333. Carpagghia: Appiglio.

  334. Carrateddu: (Pron. CarratŔddhru) Botte di piccole dimensioni.

  335. Carriola: Mezzo per i muratori.

  336. Carrittata: Gran numero.

  337. Carrobbisi: (Pron. Carr˛bbisi) Ravioloni di pasta dolce imbottiti di fichi.

  338. Carrubbeddi: (Pron. CarrubbŔddhri) Involtini di tuma, ripieni di acciughe, impanati e fritti.

  339. Cartafazzu: Incartamento.

  340. Cartasu: Cono in carta utilizzato dai venditori di "caccavette e simenza" per riporre le vendite e consegnarle ai clienti. ╚ utilizzato anche come unitÓ di misura: un cartasu, mezzu cartasu...

  341. Cartedda: (Pron. CartŔddhra) Cesto.

  342. Cartocciu: In uso a Lipari. Vedi "Becu".

  343. Caruseddu: (Pron. CarusŔddhru) Salvadanaio.

  344. Carusu: Ragazzo, specie nella Sicilia Orientale e Meridionale.

  345. Casapili: (Pron. Casapýli) Piccolo fabbricato dove si trova la lavanderia.

  346. Casciuni: Cassettone, specie nei com˛.

  347. Cascittuni*: Come vile, pigro. Usato per indicare in modo dispregiativo un poliziotto

  348. Cassariata: Passeggiata con ostentazione di eleganza.

  349. Castagnuleddu: (Pron. CastagnulŔddhru) Topolino.

  350. Catammari catammari: (Pron. CatÓmmari catÓmmari) Lentamente.

  351. Catanannu: Bisnonno.

  352. Catitaru: Proveniente dal quartiere trapanese "Catito". Ha assunto il significato di persona che grida le notizie ai quattro venti.

  353. Cattigghiu: Solletico.

  354. Catuniari: L'atto di chi critica e disapprova continuamente.

  355. Causi: (Pron. CÓusi) Pantaloni. Anche "canzi" nel nisseno.

  356. Cavateddi: (Pron. CavatŔddhri) Tipo di pasta a forma di conchiglia.

  357. Cavatuna: Palline di impasto dolce schiacciate in modo da renderle cave.

  358. Cazzalatummula: (Pron. Cazzalat¨mmula) Caduta rovinosa o esercizio ginnico. Comunque qualcosa che provoca un capovolgimento.

  359. Cazzalora: Pentola, casseruola.

  360. Cazzuni: Specie di pesce, detto anche "Pisci Palumma".

  361. Cerniri o Cenniri: (Pron. CŔrniri) Setacciare.

  362. Ceusu: (Pron. CŔusu) Gelso. I frutti, gelsi, si dicono "ceusi".

  363. Chianciulinu*: Detto per persona che recrimina su tutto, spesso senza motivo. Anche persona che non sa perdere.

  364. Chiappa: Grosso pezzo di tufo.

  365. Chiappara: (Pron. ChiÓppara) Cappero.

  366. Chicchiari: (Pron. ChicchiÓri) Balbettare, da cui deriva il nome "checcu", balbuziente.

  367. Chiaccu: Cappio.

  368. Chianchi: Scogli al livello del mare.

  369. Chiantari: Piantare.

  370. Chiattu: Piatto, aggettivo, anche fig.

  371. Chicchiriddu: (Pron. Chicchirýddhru) Ciuffetto di capelli che rimane alzato.

  372. Chinu: Pieno.

  373. Chiossai: (Pron. ChiossÓi) Di pi¨.

  374. Chirca: Cresta.

  375. Chircu: Specie di ciambella fatta di stracci che le donne mettevano sulla testa per trasportare oggetti.

  376. Chiumazzu: Cuscino, guanciale.

  377. Chiummatuna: Schioppettata, colpo di fucile.

  378. Chiummu: Piombo. Ma "purtari chiummu" (lett. portare piombo) sta per portare sfortuna. Pertanto, "essiri un chiummu" significa portare sfortuna.

  379. Ciaccatu*: (Pron. SciaccÓtu) Lesionato. Anche volgare

  380. Ciacchiciuca: (Pron. Sciacchisci¨ca) Piatto siciliano composto da peperoni e melanzane in padella.

  381. Ciaccula: (Pron. SciÓccula) Arnese di legno usato nella processione dei "Misteri" di Trapani per indicare con un tipico rumore ai portatori dei gruppi di iniziare a camminare.

  382. Ciacculeru: (Pron. SciacculŔru) Tipo che si mette in mostra, da colui che porta la "ciaccula".

  383. Cialoma: Canto, preghiera, invocazione dei pescatori di tonno durante la pesca.

  384. Cianciana: Campanella. Fig. "Chi ciancianedda chi sý", rivolto a persona noiosa e petulante.

  385. Ciancianiari: Chiacchierare allegramente.

  386. Ciaramedda: (Pron. CiaramŔddhra) Zampogna. "Ciaramiddaru" Ŕ lo zampognaro.

  387. Ciarameddu: (Pron. CiaramŔddhru) Capretto.

  388. Ciaramiri: (Pron. Ciaramýri) Tegole del tetto.

  389. Ciaraveddu: (Pron. CiaravŔddhru) Capretto.

  390. Ciaulazza o Ciaula: Gazza.

  391. Ciaurrina: Dolce di miele cotto fatto in varie forme.

  392. Cicara: (Pron. Cýcara) Tazza. Tazzina da caffŔ.

  393. Cicilý: Biscotto a forma di colomba con uovo sodo, dolce Pasquale, prodotto tipico di Militello Val Catania.

  394. Cicireddu: (Pron. CiscirŔddhru) Detto per i piccoli ceci. Anche volgare.

  395. Ciddittu: (Pron. Sciddhrýttu) Rubinetto. Anche "cillitta".

  396. Cileccu: Gilet.

  397. Ciminu: (Pron. Scimýnu) Semi di anice.

  398. Ciocca: Chioccia, gallina.

  399. Cipudda: (Pron. Cip¨ddhra) Cipolla.

  400. Cirasa: Ciliegia, forse dal francese "cÚrise".

  401. Cirottu: Crema per lucidare le scarpe.

  402. Ciumi: (Pron. Sci¨mi) Fiume.

  403. Ciuncu*: Malandato, dolorante.

  404. Ciunna: Fionda.

  405. Ciunnu: Striscia, spaccatura. Termine utilizzato per indicare anche il sesso femminile.

  406. Ciunnuni: (Pron. Sciunn¨ni) Striscia, specie sulla fiancata di una macchina, causata dolosamente.

  407. Cocciu o Cuocciu: Chicco o acino. O anche un p˛ di qualcosa.

  408. Coffa*: Fardello. Indica anche nel linguaggio parlato il fondoschiena, anche in modo figurato per dire fortuna.

  409. Contreventri: Parte del tonno, vicina alla pancia.

  410. Coppu: Involucro di carta usato dai fruttivendoli.

  411. Corcu: Gancio.

  412. Corda: Corda, ma anche "carica", specie per gli orologi che ne hanno bisogno.

  413. Cosetta/Cuasetta: Calzino.

  414. Cozzu: Nuca. Indica anche la parte iniziale e finale del pane.

  415. Crapuliatu: Tritato.

  416. Crastu: Agnellone.

  417. Crastuna: Lumaconi.

  418. Criscenti: Lievito.

  419. Crispeddi: (Pron. CrispŔddhri) Frittelle, non crespelle.

  420. Cristianu: Uomo, nel senso generico.

  421. Crivu: Setaccio.

  422. Crozza: Teschio.

  423. Cubbaita*: (Pron. CubbÓita) Croccante di semi di sesamo e miele. Tipico prodotto venduto dagli ambulanti alle feste di paese.

  424. Cuccarisi o Curcarisi: (Pron. CuccÓrisi) Coricarsi, andare a dormire.

  425. Cucchia d'agghi: Treccia d'aglio.

  426. Cucchiteddi: (Pron. Cucchiteddhri) Biscotti di mandorle e zucca candita.

  427. Cuccia: (Pron. Cuccýa) Dolce di chicchi di grano che si prepara per S.Lucia.

  428. Cuculuni: Trottola.

  429. Cucuzza: Zucchina.

  430. Cucuzza baffa: Zucca.

  431. Cuddiciuni*: (Pron. Cuddhrisci¨ni) Panno assorbente quadrato che si mette sul letto, sotto il bimbo.

  432. Cudduneddi: Piccoli dolci a forma di anello. Ciambelle.

  433. Cudduruni: Specie di pizza o focaccia molto condita con pomodoro e altro.

  434. Cuffiteddi: (Pron. CuffitŔddhri) Ravioloni dolci ripieni di fichi, mandorle e noci.

  435. Cufinu: Grossa cesta.

  436. Cufularu: Cucina a legna in muratura.

  437. Cugnatedda: (Pron. CugnatŔddhra) Scure, col manico corto.

  438. Cugnu: Pezzo di legno da mettere sotto un mobile per non farlo traballare.

  439. Culunnetta: Comodino.

  440. Cumiddiuni: Aquilone.

  441. Cummanaggiu o Cumpanaggiu: Companatico.

  442. Cummigghiari o Cummogghiari: Coprire.

  443. Cuncunedda: (Pron. CuncunŔddhra) Conchetta. Bere "a cuncunedda" significa bere dalle mani.

  444. Cunsumatu: Rovinato, anche figurato.

  445. Cuntari: Raccontare.

  446. Cunuttarisi: (Pron. CunuttÓrisi) Consolarsi.

  447. Cunzari: Condire. O anche acconciare, adornare.

  448. Cuppinu: Mestolo.

  449. Cura di traunara: (Pron. Cura di thraunÓra) Tromba d'aria. Forse trae origine dall'unione di "coda" e "tornado" in lingua siciliana.

  450. Curdaru: Cordaio, il mestiere di fare le corde.

  451. Curria: (Pron. Currýa) Cintura di cuoio. Da non confondersi con l'imperfetto del verbo correre, prima e terza persona singolare.

  452. Curtigghiu: Pettegolezzo, da voci di cortile.

  453. Cusciuliari: Passeggiare per le strade.

  454. Custureri: (Pron. CusturŔri) Sarto.

  455. Cutini: (Pron. C¨tini) Cotenna del maiale.

  456. Cuttigghiara o Curtigghiara*: Donna di cortile, cioŔ donna che grida, prepotente.

  457. Cutu: Sasso liscio.

  458. Cutuliari*: Dare fastidio.

    D
     

  459. Dammaggiu: Danno. Probabilmente dal francese "Domage".

  460. 'DdÓ: LÓ.

  461. Dibbilanzia: (Pron. DibbilÓnzia) Debolezza, specie causata dalla sensazione di fame.

  462. Dintra o Rintra: Dentro.

  463. Diri o Diciri o Riciri: Dire. Anche nel senso di chiamare qualcuno. Ad esempio: "Ci rýcinu lu babbu" significa "lo chiamano babbo".

  464. Disiu: (Pron. Disýu) Desiderio.

  465. 'Ddocu: Lý.

    E
     

  466. Ennaru: (Pron. ╚nnaru) Genero.

    F
     

  467. Facciolu*: Ipocrita. O anche ruffiano o voltafaccia.

  468. Faddacca: Asse di legno che serve per fare i ponteggi.

  469. Falari*: (Pron. FalÓri) Grembiule usato dalle donne per la casa.

  470. Falletta: Vestito femminile.

  471. Fanali: Occhiali.

  472. Fangaru: Offesa tipica siciliana.

  473. Fangu*: Fango. Utilizzato anche come offesa lieve, come per dire miserabile, ingiusto.

  474. Faretta: Sottoveste di flanella.

  475. Fascedda: (Pron. FascŔddhra) Contenitore in vimini per la ricotta.

  476. Fastuchi: Pistacchi, dall'arabo.

  477. Fauci: (Pron. FÓuci) Falce.

  478. Fazzettuni: Grosso foulard molto pesante.

  479. Fella: Pianta somigliante al finocchio selvatico il cui tronco essiccato, simile al sughero, era usato per produrre tappi per botti e "bummali". Ha un significato anche volgare. Anche parte del culo, nel palermitano.

  480. Ferribbottu: Traghetto. Termine usato soprattutto a Messina. Anche nella variante occidentale "Ferrabbottu".

  481. Ferru filatu: Fil di ferro.

  482. Fese: Chiodo lungo e grosso che si usa con il martello. Scalpello.

  483. Fetu: Puzza.

  484. Ficara: (Pron. FicÓra) Albero di fico.

  485. Ficazza: Sosizzelli di tonno. Prodotto tipico del trapanese.

  486. Figghiozzu: Figlioccio.

  487. Figghiu d'arma: Letteralmente "figlio di anima" sta per bimbo adottato.

  488. Filazzedda: (Pron. FilazzŔddhra) Fessura di porta o finestra lasciata aperta.

  489. Filinia: (Pron. Filýnia) Ragnatela.

  490. Fimmina: Donna.

  491. Finaita*: (Pron. FinÓita) Linea di confine tra terreni agricoli.

  492. Firarisilla*: Riuscire in qualcosa. "T'a firi?" significa "ci riesci?".

  493. Firniolu: Mantello.

  494. Firriari: Girare.

  495. Fiscalettu o Friscalettu: Fischietto.

  496. Fissa: Fesso, stupido.

  497. Fitinzia: (Pron. Fitinzýa) Sporcizia, schifezza.

  498. Fitusu: Sporco.

  499. Fora: Fuori.

  500. Forficia: (Pron. F˛rficia) Forbice.

  501. Fosfaru: (Pron. F˛sfaru) Fosforo. Ma anche fiammifero.

  502. Frevi: Febbre.

  503. Friiri: (Pron. Frýiri) Friggere.

  504. Friscanzana*: Fresco sottile e fastidioso che entra dalle finestre chiuse male.

  505. Froscia: Frittata.

  506. Frusteri o Furasteri: Forestiere.

  507. Frutta diserta: Frutta che non arriva a corretta maturazione.

  508. Fuirisinni: Fuggire.

  509. Fumeri (1): (Pron. FumŔri) Persona che prende in giro gli altri.

  510. Fumeri (2): Concime.

  511. Funcia: Muso, parte anteriore del viso, broncio. Usato a volte anche per fungo. "Aviri a funcia" significa essere visibilmente imbronciato.

  512. Funciatuna: Grossa sberla sul muso (funcia).

  513. Funnumari*: (Pron. FunnumÓri) Espressione utilizzata col significato di "Dio ce ne liberi".

  514. Funtanedda*: (Pron. FuntanŔddhra) Fontanella, rientranza del cranio dei neonati o, anche, rientranza del mento che crea quasi un piccolo buco, specialmente nei neonati.

  515. Furmicula: (Pron. Furmýcula) Formica.

  516. Futtisinni: Fregarsene.

    G
     

  517. Gazzusa: Bibita gassata.

  518. Gebbia: Vasca di raccolta delle acque meteoriche o sorgive tipicamente usata nell'agricoltura per l'irrigazione dei campi.

  519. Gerbi: Pesche.

  520. Gesuzzu: Come per dire "salute!" dopo uno starnuto.

  521. Ghiucchena: (Pron. GhiucchŔna) Sedile rustico in casa di campagna.

  522. Giaca: Pietra.

  523. Gilusiarisi: (Pron. GgilusiÓrisi) Ingelosirsi.

  524. Giseri: (Pron. GisŔri) Stomaco di gallina. Utilizzato anche per indicare lo stomaco umano.

  525. Giuggiulena: (Pron. GgiuggiulŔna) Semi di sesamo.

  526. Giummu: Fiocco.

  527. Giurizziusu: Giudizioso, docile.

  528. Gnacchete: (Pron. GnÓcchete) Tipica esclamazione di felicitÓ. Come "agnai".

  529. Gnafalera*: (Pron. GnafalŔra) Persona ciarlera, pettegola, attaccabrighe.

  530. 'Gnelata: Gelato.

  531. Gnificari: (Pron. GnificÓri) Dedurre.

  532. Gnizzioni: Iniezione.

  533. Gnucculuni*: Persona ingenua o inesperta.

  534. Gnutticari: Letteralmente significa ôpiegare i panniö. In particolare, definisce lĺoperazione del ritirare i panni stesi e di piegarli per la successiva fase di stiratura; Ŕ un termine molto antico.

  535. Granatina: Insieme dei bottoni della patta dei pantaloni.

    I
     

  536. Imenta: Cavalla, letteralmente giumenta.

  537. Immu: Gobba.

  538. Immurutu: Persona con la gobba.

  539. Impirugghiari*: Aggrovigliare.

  540. Incaniarisi: (Pron. IncaniÓrisi) Eccitarsi. O anche arrabbiarsi, forse perchŔ si associa una persona arrabbiata ad un cane che abbaia.

  541. Iri: Andare. Dal latino "ire".

  542. Irisinni: Andarsene.

  543. Iritu: (Pron. ╠ritu) Dito.

  544. Issu: Gesso.

  545. Iuculeru: Che vuol sempre giocare, specie per i bambini.

    J
     

  546. Jencu turtizzu: Giovenco, vitello giovane destinato a bue da lavoro. 

  547. Jornu: Giorno.

  548. Jucaturi: Giocatore.

  549. Juncu: Giunco.

  550. Jurnataru: Lavoratore a giornata.

  551. Jutu: Andato, sia come participio passato del verbo andare, sia per indicare qualcuno che non ragiona pi¨, anche in senso figurato.

    L
     

  552. Lagnusu*: Pigro.

  553. Lancedda: (Pron. LancŔddhra) Brocca.

  554. Lanna: Scatola di latta.

  555. Lapa: Ape Piaggio.

  556. Laparu: Il conducente della "Lapa".

  557. Lapazza: Asse di legno che serve per fare i pilastri delle case in costruzione.

  558. Lapuni: Vespa.

  559. Lariu: Brutto. In alcune zone anche "Laidu".

  560. Larma: "Na larma" significa un pochettino.

  561. Lausu*: (Pron. LÓusu) Il giusto riconoscimento dei propri meriti da parte degli altri.

  562. Lazzaruni*: Discolo.

  563. Lemmu: Coccio.

  564. Leppiru: (Pron. LŔppiru) Coniglio, lepre.

  565. Lestu (1): Cima subacquea per legare la barca.

  566. Lestu (2): Pronto.

  567. Liamu: Sorta di legaccio usato in agricoltura e realizzato affettando in strisce le foglie di agave poi essiccate.

  568. Licchettu: Svelto.

  569. Licchiari: Corteggiare.

  570. Liccu: Goloso.

  571. Liccumaria: (Pron. Liccumarýa) Leccornia.

  572. Linniri: (Pron. Lýnniri) Uovo di pidocchio, lendini.

  573. Liotru: Elefante. Termine molto usato a Catania, cittÓ "du Liotru".

  574. Lippu*: Limo, vegetali che rendono scivolosi moli e argini di fiume bagnati dall'acqua. Ma anche viscido, colloso, melmoso per un terreno oppure sporco, unto se riferito ad una superficie.

  575. Lisciabbussu: (Pron. Lisciabb¨ssu) Forte schiaffo a seguito di un rimprovero.

  576. Loccu*: Cretino.

  577. Lofiu: (Pron. L˛fiu) Debole, insignificante, di aspetto poco attraente.

  578. Lordu: Sporco.

  579. Lumia: (Pron. Lumýa) Limone.

  580. Lumpa: Plotone di soldati mercenari durante la seconda guerra mondiale, spesso di guardia a qualcosa.

  581. Luppa: Lente di ingrandimento.

  582. Lustru: Luce.

  583. Luzzu: Tacchino.

    M
     

  584. Macabbunnu*: Discolo, vagabondo.

  585. Macararu*: (Pron. MacarÓru) Sedersi a "macararu" significa sedersi insieme in cerchio o disordinatamente.

  586. Macaruria*: (Pron. Macarurýa) Sporcizia.

  587. Maccu: Vivanda a base di fave.

  588. Maceri: (Pron. MÓsceri) Disastri. Detto speso per i bambini: "CumminÓri mÓceri!" significa, "fare un disastro".

  589. Mafaradda: (Pron. Mafaradda) Grossa insalatiera.

  590. Maidda: Dove si "scaniava". Vasca per impastare il pane.

  591. Malasenu: Magazzino.

  592. Malatia zuccarina*: (Pron. Malatýa tsuccarýna) Diabete. Letteralmente "malattia zuccherina"

  593. Mammana*: (Pron. MammÓna) Levatrice.

  594. Manata o Maniata: Manciata, pugno (come quantitÓ).

  595. Manciu o Mangiu: (Pron. Mancýu) Prurito. In alcune zone anche "Manciacinu".

  596. Maniata: Buchetta che i conigli fanno per mettercisi sopra a riposare.

  597. Mannara: (Pron. MÓnnara) Mandria.

  598. Manta: Coperta.

  599. Mappina: Straccio per spolverare.

  600. Margiu: (Pron. MÓrgiu) Palude.

  601. Marraschi marraschi*: (Pron. MarrÓschi marrÓschi) Aggettivo per il cielo. "Cielu marraschi marraschi" significa cielo che minaccia pioggia.

  602. Marruggiu: Bastone. Spesso accostato alla scopa: "Marruggiuscupa".

  603. Maruna pantofuli: Grossi mattoni da mettere a terra.

  604. Mascariari: (Pron. MascariÓri) Sporcare.

  605. Masciddata: (Pron. MasciddhrÓta) Schiaffo dato sulla mascella.

  606. Mascularu: L'addetto all'accensione dei fuochi d'artificio.

  607. Mastru r'ascia: (Pron. Masthru r'ascia) Falegname.

  608. Mattula: (Pron. MÓttula) Cotone.

  609. Mazzacani: Grosso sasso.

  610. Mazzotta: Martello.

  611. Meccu: Stoppino dei lumi ad olio.

  612. Mennula: (Pron. MŔnnula) Mandorla.

  613. Micciu: Miccia per lampade a petrolio. "Calari u micciu" significa abbassare il fuoco del lume. 

  614. Milingiana: Melanzana.

  615. Milottu: Grosso aratro cingolato.

  616. Minna: Mammella.

  617. Minni di monaca: Dolce tradizionale.

  618. Minzuddi: (Pron. Minzuddhri) Gemelli.

  619. Miolu*: Ceppo dove si innestano i raggi delle ruote del carretto siciliano.

  620. Mirriuni: Bandana.

  621. Mischinu*: Termine tipicamente siciliano che significa "poverino!"

  622. Mitateri: (Pron. MitatŔri) Mezzadro.

  623. Mizzica*: (Pron. Mýzzica) Tipica esclamazione siciliana. Forse per evitare di dire altre parole pi¨ volgari.

  624. 'Mmurdiri: (Pron. Mm¨rdiri) Legare bene. 

  625. Morvu: Muco.

  626. 'Mpapucchiari: Scarabocchiare.

  627. 'Mpassulutu: Invecchiato, rugoso. Anche immobile, imbambolato.

  628. 'Mpicari: (Pron. MpicÓri) Attaccare.

  629. 'Mpiccucatu*: Che sprizza salute ed energia.

  630. 'Mpigna: Viso, faccia, parte anteriore negli oggetti.

  631. 'Mpinnata: Tettoia.

  632. 'Mpurriri: (Pron. Mpurrýri) Marcire, imputridire.

  633. 'Mpustatu*: Letteralmente "impostato", si usa per definire un uomo che ha il fisico adatto per una determinata attivitÓ. Es: "Stu jucaturi Ŕ 'mpustatu" sta per "questo giocatore ha un bel fisico".

  634. Muccaturi: Fazzoletto. Probabilmente dal francese "mouchoir".

  635. Muccuni: Boccone.

  636. Mufulettu: Speciale panino soffice che si prepara per San Martino.

  637. Munnari: (Pron. MunnÓri) Sbucciare un frutto o pulire la verdura.

  638. Munniu: Misura agraria locale.

  639. Munnizza: Spazzatura, immondizia.

  640. Munnizzaru: Operatore ecologico, o anche luogo di deposito della spazzatura.

  641. Munzignaru: Bugiardo.

  642. Murritiari*: Toccare insistentemente qualche oggetto o tanti oggetti.

  643. Murritiusu*: Persona che "murritýa", detto specie per i bambini.

  644. Murvusu: Moccioso, bimbo impertinente.

  645. Muscaloru: Ventaglio per soffiare il fuoco.

  646. Muschitta: Zanzara. Forse storpiatura dal francese "moustique".

  647. Mussu: Bocca.

  648. Mussu strittu*: Detto di persona che non accetta niente, che si lamenta di tutto ma non in faccia o che Ŕ imbronciata.

  649. Mustazzolu: Biscotto tipico, impastato per il mosto.

  650. Mustazzu: Baffo.

  651. Mutangaru: (Pron. MutÓngaru) Persona che balbetta o che comunque parla male.

  652. Muzziata: Forfait. "Facemu 'na muzziata" sta per "facciamo un conto approssimativo".

  653. Muzzuni: Mozzicone.

    N
     

  654. Naca: Altalena, culla a dondolo.

  655. Nanfara*: (Pron. NÓnfara) "Aviri a nÓnfara" sta per "parlare col naso", detto soprattutto per persona raffreddata che parla; naso chiuso.

  656. Nanfarusu: Persona che parla con il naso chiuso. Aggettivo anche per la voce.

  657. Nasca: Naso, narice.

  658. Nasca tisa*: Persona che si dÓ delle arie, presuntuoso.

  659. Natari: Nuotare.

  660. Naticata: Sculacciata, colpo al sedere dato ai bambini monelli, per educarli.

  661. Natichiarisi: (Pron. NatichiÓrisi) Sculettare.

  662. Navicce: Un poco, non si ha notizia della correttezza della scrittura.

  663. 'Ncapu: Sopra.

  664. 'Ncarcari: (Pron. NcarcÓri) Premere, pressare, comprimere qualcosa.

  665. 'Ncarcatu: Inculcato. O anche, molto marcato, specie riferito all'accento dialettale.

  666. 'Ncarnazzatu: Unghio incarnito.

  667. 'Ncasari: (Pron. NcasÓri) Spingere. Far entrare qualcosa nel loco adatto.

  668. 'Ncazzusu: Che si arrabbia facilmente.

  669. 'Nchiaccari: Mettere in trappola, metaforicamente. Infatti letteralmente significa "mettere il cappio".

  670. 'Nchiummari: Lett. "impiombare", sta per "sparare a qualcuno". Affibbiare qualcosa a qualcuno. Anche altri significati figurati.

  671. 'Nchiusa: Provvista, ad esempio per l'inverno.

  672. 'Ncilippu: Intruglio zuccherato.

  673. 'Nciuria: (Pron. Nci¨ria) Soprannome.

  674. 'Ncuitari: (Pron. NcuitÓri) Molestare.

  675. 'Ncugnari (1): Capitare in un luogo.

  676. 'Ncugnari (2): Mettere un "cugnu" o avvicinarsi troppo a qualcuno o qualcosa.

  677. 'Nculazzatu: A forma di culo. Si usa per definire i meloni malriusciti.

  678. 'Ncuscenza!*: Peccato!

  679. 'Ndurdu*: Cretino, stupido, che non usa la testa. Usato come lieve offesa.

  680. 'Nfamiari: Infamare, nel senso di fare la spia.

  681. 'Nfastichiari: Infastidire.

  682. 'Nfrinzari: Improvvisare. Sparare a caso. Anche col significato di dire cretinate.

  683. 'Nfuddiri: (Pron. Nfuddhrýri) Impazzire, diventare pazzo.

  684. 'Ngazzusatu: Fanatico.

  685. 'Nghiappari o 'Nchiappari: (Pron. NghiappÓri) Sporcare, specialmente con qualcosa di viscido, fangoso o bagnato.

  686. 'Nghiappuliari*: Come 'nghiappari ma anche col significato figurato di dire cretinate.

  687. 'Ngignari o 'Ncignari: Inaugurare. Sinonimo di "Sbagnari".

  688. 'Nginagghia: Inguine.

  689. 'Ngrangiari o 'Ngranciari*: Far cuocere qualcosa con un sughetto di cipolle o aglio a volte anche con altri ingredienti.

  690. 'Ngrasciatu*: Sporco, sudicio. Letteralmente "sporco di grasso".

  691. 'Ngucchiari* o 'Ncucchiari*: Congiungere.

  692. 'Nguesta: Dari "'nguesta" significa tenere testa a qualcuno.

  693. 'Nguliari: Ingolosire, nel senso figurato di promettere a qualcuno un premio per un servizio.

  694. 'NguttÓrisi: Essere sul punto di mettersi a piangere.

  695. Niautri: Noi. Dallo spagnolo "Nos otros".

  696. Nicu: Piccolo.

  697. Niuru o Nivuru: (Pron. Nýuru) Nero.

  698. Nivia: (Pron. Nývia) Indivia.

  699. 'Nnumani: Indomani.

  700. 'Nsemmula o 'nzemmula: (Pron. NzŔmmula) Insieme.

  701. 'Ntiniri: (Pron. Ntinýri) Tenero.

  702. 'Ntisu: Sentito. Famoso. Ma anche "conosciuto come", ad esempio per dire il soprannome di qualcuno.

  703. 'Ntrighera: (Pron. NthrighŔra) Detto di donna che mette sempre il naso negli affari altrui.

  704. 'Ntririci*: (Pron. Ntrýrici) Lasciare qualcuno in "tririci" significa lasciare qualcuno senza aver concluso il discorso.

  705. 'Ntrusciari: Avvolgere, fare una "Truscia".

  706. 'Ntucciuniari*: Avvolgere qualcosa ruotando.

  707. Nuddu: (Pron. Nuddhru) Nessuno.

  708. 'Nzamai! o 'Nzamaiddiu!: (Pron. NzamÓi) Non sia mai, Dio non voglia.

  709. 'Nzolia: QualitÓ di uva piccola, bionda, molto dolce.

  710. 'Nzunzuniari*: Mescolare qualcosa nel sughetto.

    O
     

  711. Offisa: (Pron. Ďffisa) Fuorigioco del calcio. Sicuramente dall'inglese "Offside".

  712. Ogghialoru: Vaso per l'olio.

  713. Oj: Oggi, in alcune zone della Sicilia (specie nel sud). Sinonimo di "St'iornu".

  714. Omu di panza*: Lett. "Uomo di pancia", uomo che sa mantenere i segreti, che non fa la spia.

  715. Opra: Baccano.

  716. Ora: Interazione siciliana che sta per "Aspetta un momento!"

  717. Oriu: Orzo.

  718. Orvu: Cieco.

  719. Ostedda: Tipico pane a forma circolare.

  720. Ovu abbugghiuneddu: (Pron. Ovu abbugghiunŔddhru) Particolare modo di cucinare un uovo, immergendolo, senza guscio, in un tegame colmo d'acqua bollente con prezzemolo e aglio

  721. Ovu cirusu: Uovo alla coque.

    P
     

  722. Pacchiana: Veste usata sopra la camicia da notte dalle donne.

  723. Pacinzusu: Paziente.

  724. Pagghiaru: Capanna agricola costruita sui campi con balle di paglia con supporti di fiori d'agave.

  725. Paisanu: Compaesano.

  726. Pappagghiuni: Grossa farfalla notturna.

  727. Palicu: (Pron. Palýcu) Stuzzicadenti.

  728. Palumma: Colomba.

  729. Pampina: (Pron. PÓmpina) Foglia.

  730. Panaru: (Pron. PanÓru) Paniere.

  731. Papula: (Pron. PÓpula) Vescica sulla pelle.

  732. Paracqua: Ombrello.

  733. Parpiari: Palpare, tastare.

  734. Parrina: Madrina.

  735. Parrineddu: (Pron. ParrinŔddhru) Piccolo pappagallo.

  736. Parrinu: Prete, sacerdote. O anche padrino.

  737. Parruccianu: Cliente.

  738. Partuallu: Arancia. Usato anche come termine offensivo: in tal caso spesso accostato a "ca pÓmpina".

  739. Passula: (Pron. PÓssula) Uva passa.

  740. Passuluni: Detto per persona inutile.

  741. Patatiddu: (Pron. Patatýddhru) Ragazzo poco per bene.

  742. Patricinaturi: (Pron. Pathriscinat¨ri) Addetto alla pulizie delle fogne.

  743. Pecciamacchi: Piccolo uccello di rovo.

  744. Pessica: (Pron. PŔssica) Pesca.

  745. Piatoriu: (Pron. Piat˛riu) Purgatorio.

  746. Piatusu: Pietoso.

  747. Picara (1)(Pron. Pýcara) Soprabito tipo frack.

  748. Picara (2)Gazza ladra.

  749. Picca: Poco.

  750. Picchiu: Pianto lamentoso.

  751. Picchiuliari: Piangere lamentosamente. Oppure detto per la pioggerellina leggera.

  752. Picciuli: Soldi.

  753. Piccocu: Albicocca.

  754. Piddusinu: (Pron. Piddhrusýnu) Prezzemolo.

  755. Pigghiari: Prendere.

  756. Pigghiata r'occhiu*: Essere "Pigghiatu r'occhiu" vuol dire essere sfortunato per via di influssi negativi che possono essere causati dalle maledizioni di un'altra persona.

  757. Pignata: Pentola.

  758. Pi 'nna manu: Intanto.

  759. Piluccheri: (Pron. PilucchŔri) Parrucchiere. Forse derivante dal corrispondente termine spagnolo.

  760. Piluvemmi: Tipo sottilissimo di rete per la pesca. Lett. pelo di verme.

  761. Pinnina: (Pron. Pinnýna) Discesa.

  762. Pinnula: (Pron. Pýnnula) Pillola.

  763. Pinnuliari: Penzolare.

  764. Pinnuluni: Persona inutile, in uso a Palermo.

  765. Pinzeddu: (Pron. PinzŔddhru) Pennello.

  766. Pipareddu: (Pron. PiparŔddhru) Peperone.

  767. Pipituni: Uccello trampoliere. Fig. Persona che se ne sta stupidamente impalata.

  768. Pipiu: (Pron. Pipýu) Tacchino.

  769. Piratozzi: Impronte di piede.

  770. Pirciari: Bucare.

  771. Piricuddu: (Pron. Piric¨ddhru) Piccola sporgenza di un oggetto. Detto anche di persona scattante.

  772. Piritunaru: (Pron. PiritunÓru) Persona che scoreggia spesso.

  773. Piritu 'ncunfittatu: Scoreggia molto puzzolente.

  774. Pirucchiusu: Persona avara in tutto, anche figurato.

  775. Pirunettu: Calzino.

  776. Pisari: Trebbiare il grano facendolo calpestare da muli o cavalli.

  777. Pisciaredda: (Pron. PisciarŔddhra) NecessitÓ di urinare spesso. "Aviri a pisciaredda addumata".

  778. Pisciaru: Pescivendolo.

  779. Pisciazza: Urina.

  780. Pisci bistinu: Pesce grosso.

  781. Pisci malu: Indica il pesce che non dovrebbe far parte di una pescata. Ad esempio, un delfino in mezzo alla camera della morte di una tonnara.

  782. Piscipainu: (Pron. PiscipÓinu) Materiale con cui venivano costruiti gli armadi antichi di una certa stazza: "Vardarrobbe di piscipÓinu".

  783. Pisci r'ovu*: Omelette, frittatina.

  784. Pista-pista*: Confusione nei luoghi dove c'Ŕ un raggruppamento di persone.

  785. Pistiari: Mangiare, abbuffarsi.

  786. Pistuniari: Pestare, calpestare.

  787. Pitichina: Biricchina.

  788. Pittinissa: Pettine a denti stretti.

  789. Pittusu: Buco.

  790. Piuncu: Cretino, stupidotto.

  791. Pizzicagnolu: (Pron. PizzicÓgnolu) Bottegaio. Rivendita di generi alimentari.

  792. Pizzichiddiari*: (Pron. Pizzichiddýa) Piovigginare, piovere leggermente.

  793. Pizzuliari(si)*: (Pron. PizzuliÓrisi) Per i gallinacei, beccare/beccarsi. Per gli uomini, litigare, farsi i dispetti.

  794. Pizzutu*: Propenso alle risposte e ai litigi.

  795. Pospari: Fiammiferi.

  796. Praticari: Frequentare un luogo.

  797. Prena: Incinta.

  798. Preu*: Pregio, nel senso di qualcosa di cui qualcuno si pu˛ fregiare, di cui qualcuno pu˛ essere orgoglioso (ma non Ŕ proprio questo il significato, parola quasi intraducibile)

  799. Priarisi: (Pron. PriÓrisi) Rallegrarsi, essere orgogliosi.

  800. Principiari: Cominciare.

  801. Procchia: Nappa dei pantaloni.

  802. Prunu: Prugna.

  803. Pruvulazzu o Pulvirazzu: Polvere.

  804. Puci: Pulce.

  805. Puddicinedda: (Pron. PuddhriscinŔddhra) Letteralmente Pulcinella, sta anche per persona che si spaventa spesso.

  806. Puddicinu: (Pron. Puddhricýnu) Pulcino.

  807. Pudditru: Genere semielegante di giaccone con bavero rivestito di pellicciotto

  808. Pumu: Mela.

  809. Pupa: Bambola.

  810. Pusu: Polso.

  811. Putia: (Pron. Putýa) Bottega.

  812. Putiaru: (Pron. PutiÓru) Bottegaio.

  813. Puttrina: Petto dei vestiti femminili.

    Q
     

  814. Quagghiari: Diventare consistente. Detto per la pasta scotta e raffreddata o in senso figurato per una situazione che si va delineando. Letteralmente: coagulare.

  815. Quagghiumi: Calma piatta nelle condizioni meteorologiche.

  816. Quararu: (Pron. QuarÓru) Pentolone. Spesso usato per far bollire l'acqua della pasta.

  817. Quariari: Riscaldare, o anche riscaldarsi.

  818. Quartara: Grossa giara.

  819. Quasuddi: (Pron. Quas¨ddhri) Pantaloni per bambini.

  820. Quatu: Secchio.

    R
     

  821. Racina: (Pron. Rrascýna) Uva da tavola. Vocabolo di origine francese.

  822. Racioppu: Piccolo grappolo, racimolo.

  823. Raggia: Rabbia. Anche fig. per indicare la malattia degli animali.

  824. Rancata*: In campagna, con riferimento al lavoro, "mi va fazzu n'autra rancata" significa vado a fare un altro p˛ di lavoro.

  825. Rancitusu: Sporco allo strenuo.

  826. Ranfa: (Pron. Ranfa, con l'iniziale pi¨ delicata) Tentacolo.

  827. Ranni: (Pron. Ranni, iniziale delicata) Grande.

  828. Rapiri: (Pron. RÓpiri, iniziale delicata) Aprire. In alcune zone anche "GrÓpiri".

  829. Rappa: (Pron. Rappa, iniziale delicata) Grappolo.

  830. Rarigghia: Graticola.

  831. Rascari: Grattare, raschiare.

  832. Rasula: (Pron. RrÓsula) Attrezzo per cavalli.

  833. Rattalora: (Pron. Rrattal˛ra) Grattugia.

  834. Recamatenna: (Pron. RrecamatŔnna) Appellativo per un defunto. Forse storpiatura dal latino "requiem aeterna".

  835. Reficu: Orlo.

  836. Revio*: Senza sale, insipido. Si usa nel trapanese.

  837. Revorbaru: (Pron. Rrev˛rbaru) Pistola.

  838. Ribbellu: Chiasso, rumore.

  839. Rica: (Pron. Rica, iniziale delicata) Debolezza causata dalla sensazione di fame. Oppure: voglia irrefrenabile di mangiare che se non soddisfatta causa malessere allo stomaco.

  840. Riminari: Muovere. Nel caso della pasta nella pentola, mescolare.

  841. Rimisu: (Pron. Rrimýsu) Punto di imbastitura.

  842. Rimita: (Pron. Rrimýta) Eremita.

  843. Rimunnari: Sfoltire gli alberi.

  844. Rinali: (Pron. RrinÓli) Vaso da notte.

  845. Rinalera: Comodino.

  846. Riolu: Orzaiolo.

  847. Ristuccia: Steli secchi del grano e delle fave.

  848. Ritimegnu: Pudore.

  849. Rocchiula: (Pron. Rr˛cchiula) Grappolo. Si usa specie per definire come sono sistemate le lumache dopo un acquazzone (a grappolo)

  850. Rologgiu: Orologio.

  851. Rosula: (Pron. Rr˛sula) Arrossamento doloroso del piede.

  852. Rumaneddu: (Pron. RrumanŔddhru) Spago.

  853. Runca: (Pron. Runca, iniziale delicata) Attrezzo che serve a "rimunnari", roncola.

  854. Runfuliari: Russare.

  855. Ruppu: (Pron. Ruppu, iniziale delicata) Nodo.

  856. Russiari: Rosseggiare.

  857. Rutuliari*: Rimuginare. Ma anche il continuo fare piccole operazioni, senza mai fermarsi, creando un lento ma inesorabile rumorino.

    S
     

  858. SÓ: ChissÓ.

  859. Sacchetta: Tasca.

  860. Sanguetta: Sanguisuga.

  861. Sanvagghiuni: Zanzara.

  862. Sap'iddu*: (Pron. Sapýddhru) Modo di dire. Significa "non lo so". Letteralmente "lo sa lui".

  863. Sapuritu: Grazioso, simpatico.

  864. Saracinesca: Termine italiano che deriva dal nome dei grandi battenti che chiudevano le mura di Palermo, per proteggersi dai saraceni.

  865. Sarma: UnitÓ di misura delle aree.

  866. Sarvari o Sarbari: Conservare.

  867. Sazzari: (Pron. SazzÓri, doppia zeta dolce) Assaggiare.

  868. Sbafu: Fare qualcosa a "sbafu" significa far qualcosa senza pagare.

  869. Sbagnari: Inaugurare.

  870. Sbalancu o Sbalanzu: Precipizio.

  871. Sbampari: Prendere fuoco.

  872. Sbapurari: Fare evaporare odori sgradevoli.

  873. Sbergi: Pesche-noci.

  874. Sbintari: Detto di una bibita che perde il suo gas. Usato anche per tradurre il verbo italiano "scoprire" (detto per i ladri). O anche scoreggiare.

  875. Sbintuliari: Aprire le finestre e creare correnti d'aria.

  876. Sbrizzuliari: Il cadere di una pioggia piccolissima.

  877. Sbruruliari: Verbo per l'immondizia che perde liquido.

  878. Sbummicari*Materializzarsi e diffondersi di profumi o anche odori sgradevoli.

  879. Sburrichiari: Disseppellire, riesumare.

  880. Sbutuliari*: Creare disordine cercando qualcosa.

  881. Scaccu: Saliva pronta per essere sputata.

  882. Scafazzari: Rovinare qualcosa, per esempio una stecca di uno strumento in un orchestra.

  883. Scaffa: Buca nella strada.

  884. Scafuniari: Rovistare.

  885. Scafugghiari: Togliere il frungolo.

  886. Scagghiu: Dente visibile quando si sorride.

  887. Scagnu: Luogo o ufficio dove si va a pagare qualcosa.

  888. Scampari: Spiovere.

  889. Scaniari: Impastare.

  890. Scannari*: Scannare, pi¨ per gli uomini che per gli animali. Infatti "scannari a lignate" qualcuno significa dare botte con forza.

  891. Scannaruzzari: Strangolare.

  892. Scantarisi: (Pron. ScantÓrisi) Spaventarsi.

  893. Scantulinu*: Persona che si spaventa molto spesso o che ha paura di tutto.

  894. Scapisari: Schiacciare sotto i piedi.

  895. Scappunna: Mantello con il cappello.

  896. Scarasibbuli*: (Pron. Scarasýbbuli) Particolari rutti che vengono emessi nell'atto di togliere "a pigghiata 'r'occhiu" (vedi).

  897. Scarfaturi: Scaldino, si usava tempo fa.

  898. Scarinari: Sderenare.

  899. Scarvacchiu: Scarafaggio.

  900. Scarziddu: (Pron. Scarzýddhru) Lumaca.

  901. Scattusu*: Detto di persona che si rende antipatica perchŔ risponde sempre.

  902. Scavigghiari*: Letteralmente "scavigliare", significa dar botte a qualcuno. Spesso usato come minaccia figurata.

  903. Sceccu: Asino.

  904. Schettu: Celibe, per le donne "schetta" sta per nubile.

  905. Schiffaratu: Persona che non ha niente da fare o ha esaurito il suo compito.

  906. Schifiari*: Trattare malissimo una persona, rimproverare aspramente qualcuno.

  907. Schipintari: Spremere i foruncoli.

  908. Scialari*: Essere soddisfatti e sazi, ad esempio dopo una mangiata.

  909. Sciarra*: Lite, litigio, rissa.

  910. Sciddicaluru: Scivolo.

  911. Scinnuta: Discesa.

  912. Sciutu: Uscito. "'Na cani sciuta" sta per "una cagna in calore".

  913. Scocca: Fiocco.

  914. Scocciaricoddu: (Pron. Scocciaric˛ddhru) Sberla.

  915. Sconcica*: (Pron. Sc˛ncica) Imitazione.

  916. Sconzu: Confusione. Ma anche malvestito.

  917. Scoppu: Serratura, o anche, giro di chiave.

  918. Scramizzuni: Mozzicone.

  919. Scrupuliarisi: (Pron. ScrupuliÓrisi) Fare complimenti se si Ŕ invitati da qualcuno.

  920. Scrussuni o Schirsuni: Serpente.

  921. Scucciari: Scorticare, sbucciare.

  922. Scucchiari: Dividere due cose separate.

  923. Scugnari*: Andare via, togliersi dai piedi.

  924. Scunchiurutu*: Senza meta. Detto anche di persona che ozia o che vaga senza meta.

  925. Scuncicari o Sconcicari*: Infastidire. Usata anche quando si deve indicare l'atto del corteggiamento maschile verso le donne.

  926. Scuncirtari: Nauseare.

  927. Scunucchiatu: Scaflito, rovinato.

  928. Scunzari o Sconzari: Disfare. Oppure nel giocare a carte: "Scunzari u jocu" significa sbagliare mandando in rovina una partita.

  929. Scupitta: Fucile da caccia.

  930. Scurari*: (Pron. ScurÓri) Diventare buio, notte. L'esclamazione "ScurÓu!" si usa per sollecitare qualcuno, intendendo "Sbrigati, si sta facendo notte!"

  931. Scurmu: Sgombro.

  932. Scursunera: (Pron. ScursunŔra) Granita. A volte indica anche il gelato.

  933. Scuru: Buio.

  934. Scutiddaru: (Pron. ScutiddhrÓru) Mensola per la cucina.

  935. Scutulari o Scotulari: Scuotere.

  936. Scuzzetta: Papalina, piccolo berretto da camera.

  937. Scuzzulari: Tagliarsi i capelli.

  938. Sdeciri: (Pron. SdŔciri) Non essere decoroso.

  939. Sdignusu: Altezzoso. "Aviri u sdegnu d'a carni porcu", essere stomachevole, altezzoso. Ma anche disgustoso (per un sapore).

  940. Sdilliniari: Impazzire.

  941. Sdirraricari: Sradicare.

  942. Sdirrupari*: 1 Fare cadere, 2 cadere, 3 non aiutare.

  943. Sdirrupu: Precipizio.

  944. Sdisonuratu: Disonorato, nel senso di cattivo e malvagio.

  945. Sdivacari*: Gettare rovesciando.

  946. Senia: (Pron. SŔnia) Orto.

  947. Serra: Sega in genere.

  948. Sfruculiari: Rovistare, mettere le mani tra vari oggetti. Anche insinuarsi in faccende della vita altrui.

  949. Sgangari*: Scalfire.

  950. Sgangulatu: Con pochi, radi denti.

  951. Sguaddarata: (Pron. SguaddhrarÓta) "Fimmina sguaddarata" sta per donna trasandata.

  952. Sguazzari: Sciacquare.

  953. Sguittarisilla*: (Pron. Sguittarisýlla) Intendersi con qualcuno.

  954. Siccagnu*: Detto per coltura che si sviluppa senza essere innaffiata.

  955. Siccari: Seccare, diventare secco. Anche appassire.

  956. Siccia: Seppia.

  957. Siccu: Magro.

  958. Siddiarisi*: (Pron. SiddiÓrisi) Annoiarsi, non avere voglia di qualcosa.

  959. Sidduni: Persona molto tranquilla e nullafacente. Usato a Mazzarino (CL).

  960. Siggiuni: Sedia a due posti, spesso messa sul carretto.

  961. Simbarosa: Ragazza "allegra".

  962. Simenza: Semi di zucca.

  963. Siritina: Serata.

  964. Sirraculu: (Pron. SirrÓculu) Sega a due manici.

  965. Sivvizzu*: (Pron. Sivvýzzu, doppia zeta dolce)  Lett. servizio, significa commissione svolta o da svolgere.

  966. Smuzzatura: Broccoli, in uso nel nisseno e nel palermitano.

  967. Soccu: Cosa. "Fai soccu voi!" significa "Fai quello che vuoi!".

  968. Spaccazza: Fessura, spaccatura.

  969. Spacchiusu*: Detto di cosa gradita o piacevole.

  970. Spagasi o Spacasi*: (Pron. SpÓcasi) Che si dÓ arie.

  971. Spagnuletta: Spago.

  972. Spampinari: Togliere o perdere le foglie o i fiori.

  973. Spannicari*: Calpestare, schiacciare.

  974. Sparagnari: Risparmiare in tutti i sensi.

  975. Spardari: Consumare, sprecare, lacerare.

  976. Sparte! o Sparti!*: Per giunta!

  977. Spartiri: (Pron. SpÓrtiri) Dividere.

  978. Spettu o Spertu: In gamba, capace di affrontare la vita. Anche malandrino, furbo.

  979. Spiari: Chiedere, domandare.

  980. Spicari: Germogliare. Ma anche, per i ragazzi, l'atto del crescere fisicamente durante la pubertÓ.

  981. Spicciari: Pettinarsi i capelli. Usato anche nel significato di "sbrigarsi".

  982. Spiculiari: Raccogliere le ultime spighe di grano.

  983. Spilazzedda: (Pron. SpilatstsŔddhra) Fessura, specie per le finestre leggermente aperte.

  984. Spinnari*: Soffrire per il desiderio di qualcosa. Es: "spinnari" guardando qualcuno che mangia.

  985. Spirniciari*: Tormentarsi il cervello cercando di risolvere un problema.

  986. Spirugghiari: Districare. O anche sbrigarsi riflessivo (SpirugghiÓrisi).

  987. Spruniari: Fare sfoggio.

  988. Spulvirazzari: Spolverare.

  989. Spuntuni: Sporgenza.

  990. Sputazza: Saliva.

  991. Sputazzata: Sputo.

  992. Sputtimentu: Parlare male di qualcuno, anche scherzando.

  993. Squacchiariarisi*: (Pron. SquacchiariÓrisi) Sforzarsi al massimo. Come "Squacchiariari" assume anche il significato di dire qualcosa ai quattro venti.

  994. Squagghiari: Sciogliere.

  995. Squaratu: Bollito. Riferito alla pasta (pasta squarata) sta per pasta senza condimento.

  996. Stagghiari: Fermare la fuoriuscita del sangue.

  997. Stampari: Marinare la scuola, usato solo a Trapani.

  998. Stazzuni: Dove si fanno le tegole.

  999. Sticchiara*: (Pron. Stýcchiara) Avere la "sticchiara" significa essere pigri, oppure stare poco bene specie per un abbassamento di pressione. Sorta di malessere non meglio precisato che rende non operosi.

  1000. Stigghiola*: Tipica pietanza palermitana, venduta per le strade da caratteristici personaggi.

  1001. Stigghiuluni*: Detto di persona inutile, come "passuluni". Proveniente da "stigghiolu", cibo originario di Palermo.

  1002. Stimpagnari: Calciare violentemente il pallone in porta. Oppure dare botte.

  1003. Stinnigghiarisi: (Pron. StinnigghiÓrisi) Stendersi per riposarsi.

  1004. Stiornu: Oggi.

  1005. Stizzana: (Pron. StitstsÓna) Goccia.

  1006. Strabuliari: (Pron. SthrabuliÓri) Straparlare, dire cose senza senso.

  1007. Stracatafuttisinni: (Pron. Sthracatafuttisýnni) Fregarsene altamente.

  1008. Strafalaria: (Pron. SthrafalÓria) Vecchia strega. Usato come dispregiativo per le donne.

  1009. Stramera: (Pron. SthramŔra) Strage.

  1010. Strammari: (Pron. SthrammÓri) Farneticare.

  1011. Strammatu: (Pron. SthrammÓtu) Squilibrato mentale.

  1012. Stranutari: (Pron. SthranutÓri) Starnutire.

  1013. Strapilatu: (Pron. SthrapilÓtu) Sudato fradicio.

  1014. StrascinafacŔnne*: (Pron. SthrascinafascŔnne) Persona tuttofare.

  1015. Strauniari: (Pron. SthrauniÓri) Trasportare il grano dopo la mietitura.

  1016. StraviÓrisi*: (Pron. SthraviÓri) Distrarsi, staccare la spina dalla routine quotidiana.

  1017. Strigaturi: (Pron. Sthrigat¨ri) Arnese che serviva per lavare i vestiti.

  1018. Strocchiuli: (Pron. Sthr˛cchiuli) Cose di poco valore.

  1019. Strolicu: (Pron. Sthr˛licu) Stolto, demente, molto vecchio da non capire pi¨ nulla.

  1020. Strummalu: (Pron. Sthr¨mmalu) Tipica antica trottola siciliana.

  1021. Strurusu: (Pron. Sthrur¨su) Dispettoso.

  1022. Strummintiari: (Pron. SthrummintiÓri) Ingegnarsi con qualcosa.

  1023. Stu /a /i: Questo / a / i.

  1024. Stuccari o Stoccari: (Pron. StuccÓri) Spezzare.

  1025. Stuppagghiu: Tappo di sughero.

  1026. Stuppari: (Pron. StuppÓri) Sturare.

  1027. Sturdutu*: Stordito, usato spesso come offesa.

  1028. Subbitaniu: Improvviso. "Morti subbitania" Ŕ la morte improvvisa.

  1029. Sucalora: Tubo per innaffiare. In alcune zone, specie nella Sicilia Orientale, anche biberon.

  1030. Sucari: Succhiare.

  1031. Sugghiuzzu: Singhiozzo.

  1032. Sulfarata: Lett. "zolfata", indica una scoreggia. Probabilmente dalla composizione in chimica dei gas intestinali, che comprendono acido solfidrico.

  1033. Sulfaru: (Pron. S¨lfaru) Zolfo.

  1034. Susiri: (Pron. S¨siri) Alzare. Spesso riflessivo per "alzarsi dal letto".

  1035. Suvaru: (Pron. S¨varu) Sughero.

  1036. Sviari o Sbiari: Distrarre.

    T
     

  1037. Tabbaranu: (Pron. TabbarÓnu) Oggetto messo nel mezzo, che ostacola il passaggio.

  1038. Tabbutaru: (Pron. TabbutÓru) Proprietario di un esercizio di onoranze funebri.

  1039. Tabbutu: (Pron. Tabb¨tu) Cassa da morto.

  1040. Taddarita (1): (Pron. Taddhrarýta) Coccio di terracotta.

  1041. Taddarita (2): Pipistrello.

  1042. Taliari: Guardare.

  1043. Tampasiari: Gironzolare.

  1044. Tancinu: Scaldino.

  1045. Tannu*: Allora, avverbio temporale.

  1046. Tannura: Antica cucina con fornelli a legna.

  1047. Tanticchia: Un tantino.

  1048. Tantu*: Tanto, ma anche tanto grande. Ad es. "Ti fazzu un culu tantu!" significa (minaccioso) "Ti faccio un culo grande cosý!". Usato anche per indicare una quantitÓ: "Quantu ni voi?" "Tantu accussý" (magari indicando con il dito la quantitÓ desiderata).

  1049. Tappina: Ciabatta.

  1050. Tappinara: Prostituta.

  1051. Tartaru: (Pron. TÓrtaru) Sporcizia.

  1052. Tastari: Assaggiare.

  1053. Taula-pettu*: Letteralmente "tavola di petto", indica la dimensione dei pettorali di un uomo.

  1054. Tauleri: Piano di legno che serve in cucina.

  1055. Testa appuzzuni: Cadere "a testa appuzzuni" significa cadere con la testa in gi¨.

  1056. Tianu: Tegame, pentola.

  1057. Tiddicari: Solleticare, quasi come "Cattigghiari".

  1058. Tigna: Testa senza capelli.

  1059. Tignuseddu: (Pron. TignusŔddhru) Geco.

  1060. Tignusu: Calvo.

  1061. Tilaru: Telaio. Anche "tularu" nel nisseno.

  1062. Timpagnolu: Tufo adatto a parete divisoria.

  1063. Timpulata*: Schiaffo, sberla.

  1064. Timpuni: Collinetta.

  1065. Tintu*: Cattivo, tremendo. Detto di tempesta significa pauroso. Comunque di cattiva qualitÓ o comportamento.

  1066. Tinturia: Cattiveria.

  1067. Tiranti: Cassetto di un com˛ o di un comodino.

  1068. Tiribbussu: (Pron. Tiribb¨ssu) Upupa.

  1069. Toletta: Mobile con specchio.

  1070. Tortu o Tuortu: Storto. Per persona, cattivo.

  1071. Trabbacca: Baldacchino.

  1072. Tracuddari: (Pron. ThracuddhrÓri) Tramontare, per il sole.

  1073. Trantuliari: (Pron. ThrantuliÓri) Scuotere, traballare, essere instabile.

  1074. Trappitari: (Pron. ThrappitÓri) Fare spremere le olive dopo la raccolta per ottenere l'olio.

  1075. Trasiri: (Pron. ThrÓsiri) Entrare. Anche fig. "Mi trasiu 'na cinchina!" lett. "Mi Ŕ entrata una cinquina" sta per "Ho fatto cinquina".

  1076. Trastulu: (Pron. ThrÓstulu) Perfido.

  1077. Travagghiu: (Pron. ThravÓgghiu) Lavoro.

  1078. Trippiari: (Pron. ThrippiÓri) Divertirsi.

  1079. Trispu: (Pron. Thrýspu) Cavalletto. Per persona, tipo fin troppo originale o che non si fa fregare.

  1080. Triulu: (Pron. Trýulu) Tribolazione, preoccupazione, disperazione.

  1081. Trizza: (Pron. Thrýtstsa) Treccia, oppure, rete da pesca.

  1082. Troffa: Mazzo, usato prevalentemente per la lattuga.

  1083. Tronu: (Pron. Thr˛nu) Tuono.

  1084. Trubberi: (Pron. ThrubbŔri) Tovaglia da tavola.

  1085. Trugghiu*: (Pron. Thr¨gghiu) "Lassari quacchicosa a trugghiu" significa abbandonare una cosa fatta a metÓ.

  1086. Truniari: (Pron. ThruniÓri) Verbo impersonale. Tuoneggiare.

  1087. Trunzu*: (Pron. Thr¨nzu) "Arristari a trunzu" significa restare, ad esempio, fermi in mezzo alla strada bloccando il traffico. Lett. significa t˛rsolo.

  1088. Truppicari: (Pron. ThruppicÓri) Incespicare.

  1089. Truppigghia: (Pron. Thruppýgghia) Vedi "granatina".

  1090. Truscia: (Pron. Thr¨scia) Insieme di effetti personali. "FÓrisi a truscia" sta per raccogliere le proprie cose (per andare via).

  1091. Trussu: (Pron. Thr¨ssu) Parte pi¨ tenera delle verdure. Anche figurato riferito ad una persona tenera.

  1092. Truvatura: (Pron. Thruvat¨ra) Tesoro nascosto.

  1093. Tucchiena: (Pron. TucchiŔna) Panca di gesso.

  1094. Tuffuni: Zolla di terreno.

  1095. Tumazzu o Tuma o Tumma: Formaggio pecorino stagionato. Tumazzu indica anche in generale altri tipi di formaggio.

  1096. Tumminu: (Pron. T¨mminu) UnitÓ di misura agraria locale.

  1097. Tunnu: Tonno, ma anche rotondo.

  1098. Tuppa: Serratura.

  1099. Tuppettiru: (Pron. TuppŔttiru) Trottola artigianale che si mette in moto con lo spago. Come "Strummalu".

  1100. Tuppu: Treccia di capelli raccolta sul capo.

  1101. Tuppuliari o Tuppiari: Bussare.

  1102. Turduni: Tordo, zuccone.

    U
     

  1103. Ucca: Bocca.

  1104. Uccastommacu: (Pron. Uccast˛mmacu) Bocca dello stomaco, cardias.

  1105. Ucceri o Vicceri: (Pron. UccŔri) Macellaio. Da questo termine deriva il mercato della Vuccirýa di Palermo.

  1106. Ugghia: Ago.

  1107. Umma: Gomma.

  1108. Ummuliari: Ammorbidire.

  1109. Unca*: Intercalare tipico della lingua siciliana.

  1110. Unni: Dove.

  1111. Uredda: (Pron. UrŔddhra) Viscere.

  1112. Uredda frarici: (Pron. UrŔddhra frÓrici) Fare "uredda frarici" significa tenersi dentro rabbia e delusione. Rodersi, consumarsi per qualcosa.

  1113. Urvicari: Seppellire. Anche "Vurricari".

  1114. Urza: Bisaccia.

  1115. Ussitta: Piccola buca usata dai bambini, nella quale venivano lanciate piccole biglie.

    V
     

  1116. Vacili: (Pron. Vascýli) Bacinella.

  1117. Vaddara: (Pron. VÓddhrara) Ernia.

  1118. Vadduni: (Pron. Vaddhr¨ni) Torrente, letto di un torrente.

  1119. Valliri: Grossa cesta.

  1120. Vampa: Fiamma. "Fari 'na vampa" sta per "infiammarsi".

  1121. Vancu: Banco. Abbreviazione "Vanchiteddu".

  1122. Vanedda: (Pron. VanŔddhra) Piccola strada di campagna, o in cittÓ, vicolo.

  1123. Vanfarusu: Persona che si vanta.

  1124. Vannu o Bannu: Bando, annuncio pubblico. "Ittari li banni" lett. "Buttare i banni" sta per "dire una notizia ai quattro venti".

  1125. Vardarrobbi: Armadio, guardaroba.

  1126. Vasamu li manu!: Lett. "Baciamo le mani", saluto rispettoso, a volte usato anche scherzosamente.

  1127. Vasari: Baciare.

  1128. Vastasu*: Maleducato, villano.

  1129. Vastasata*: Azione da "vastasi", scenata indecorosa o azione deplorevole in genere.

  1130. Vastedda: (Pron. VastŔddhra) Forma tonda di pane, in genere da 1 Kg. Come "Ostedda".

  1131. Vastunaca: (Pron. VastunÓca) Bastone. Spesso usato per indicare il seme dei bastoni nelle carte siciliane. Anche carota.

  1132. Vattiu: (Pron. Vattýu) Battesimo.

  1133. Vava: Bava, anche per il vento. Da qui deriva il termine "Vavusu", detto per persona o animale che si "vavýa" ovvero a cui la saliva esce dalla bocca.

  1134. Vaviarisi: (Pron. VaviÓrisi) Oltre che "sbavare", sta anche per "fare dei complimenti a se stesso", vantarsi di se stesso o per qualcos'altro.

  1135. Verra: Guerra.

  1136. Vestilariu: Vestitino per bambini per il battesimo.

  1137. Viautri: Voi. Dallo spagnolo "Vos otros".

  1138. Vicaria: (Pron. Vicarýa) Prigione.

  1139. Vicariotu: Uomo degno di prigione o che ci Ŕ stato. Anche figurato, lazzarone.

  1140. Vicceri: (Pron. ViccŔri) Macellaio, come "Ucceri".

  1141. Viddanu: (Pron. ViddhrÓnu) Villano, inteso anche come persona che viene dalla campagna, o persona rozza.

  1142. Vili*: Pigro.

  1143. Vinnignari: Vendemmiare.

  1144. Vippiti: (Pron. Výppiti) Bibite.

  1145. Virrina: Strumento a vite per forare.

  1146. Vistiolu: Bue.

  1147. Viviri: (Pron. Výviri) Bere, non vivere (che si dice "campari").

  1148. Voscenza binirica*: Deferente saluto.

  1149. Vriogna: Vergogna.

  1150. Vucciddatu o Bucciddatu: (Pron. VucciddhrÓtu) Pane dolce, o dolce simile allo strudel.

  1151. Vuci o Uci: Voce, ma anche grida. "Ittari uci" sta per "gridare forte".

  1152. Vunchiarozzu: Gonfiore.

  1153. Vuricci: Orecchie, specie nell'agrigentino.

    Z
     

  1154. Zabbara: (Pron. ZabbÓra, zeta dolce) Agave americana (Agave Ramosa Moench), pianta molto diffusa in Sicilia.

  1155. Zacquariari*: (Pron. ZacquariÓri, zeta dolce) Agitare un liquido o anche mescolare i numeri della tombola.

  1156. Zazzarutu: (Pron. Tsatstsar¨tu, zeta dura) Detto di uomo che ha i capelli lunghi.

  1157. Zicchiari: (Pron. ZicchiÓri, zeta dolce) Scegliere accuratamente.

  1158. Zicchinetta: (Pron. ZicchinŔtta, zeta dolce) Gioco d'azzardo a carte.

  1159. Zimmili: (Pron. Zimmýli, zeta dolce) Cesta di paglia.

  1160. Ziparu: (Pron. Tsýparu, zeta dura) Dispari.

  1161. Zitu: (Pron. Tsýtu, zeta dura) Fidanzato, anche al femminile "zita".

  1162. Zivinu: (Pron. Zivýnu, zeta dolce) Piccolo uccello.

  1163. Zivittola: (Pron. Zivýttola, zeta dolce) Donnicciola vispa che va civettando.

  1164. Zoccula: (Pron. Ts˛ccula, zeta dura) Donna di facili costumi.

  1165. Zoddara: (Pron. Ts˛ddhrara, zeta dura) Zolla.

  1166. Zorbi: (Pron. Zorbi, zeta dolce) Sorbe.

  1167. Zotta: (Pron. Ts˛tta, zeta dura) Frustino per cavalli.

  1168. Zotta (2): Pozzanghera.

  1169. Zottata: (Pron. TsottÓta, zeta dura) Zottata d'acqua, flusso d'acqua che arriva su una persona.

  1170. Zuppiari: (Pron. TsuppiÓri, zeta dura) Zoppicare.